#Larino - Anfiteatro romano e

Villa Zappone

Anfiteatro romano e Villa Zappone

L'anfiteatro romano di Larino risale alla fine del I secolo d.C, probabilmente fu edificato poco dopo l’81 d.C. Fu costruito grazie ad un cittadino larinate di rango senatorio che finanziò l’opera e la donò al municipio.

Si accede direttamente all'arena grazie alle quattro porte disposte alle estremità di due assi. Tramite quella posta a Nord, la cosiddetta “ Porta dei Gladiatori”,   passava il corteo prima dei giochi e uscivano i gladiatori vincenti. La porta Sud era quella attraverso la quale venivano condotte fuori le carcasse delle fiere uccise ed eventualmente i gladiatori morti.

L’arena ha una forma ellittica, bombata per consentire lo scolo dell’acqua in un canale posto al suo limite esterno. Al centro dell’arena è posta una fossa da dove, mediante un rudimentale ascensore, venivano sollevati scenari dei giochi, uomini e animali.

Oggi, nella fossa, sono ancora visibili dei grandi massi con degli anelli di ferro che probabilmente fungevano da contrappeso per azionare tutto il meccanismo di sollevamento.

L’anfiteatro di Larino poteva essere coperto da un velarium, che consentiva agli spettatori di assistere allo spettacolo in caso di maltempo e nelle giornate di canicola.

L’arena , il podio e la parte inferiore della cavea, dell’anfiteatro di Larino sono stati ricavati scavando direttamente la roccia arenaria. Della parte dell’elevato in muratura, comprendente il muro perimetrale, l’ambulacro e la restante parte della cavea ne restano pochi ruderi. Probabilmente la summa cavea era costruita con assi di  legno.

Sul muro esterno si scorgono 4 porte, disposte in diagonale, che consentivano l’accesso all’ambulacro alle persone di rango senatorio, del ceto equestre, ai potenti e ricchi spettatori. Tramite l’ambulacro, questi spettatori, mediante i vomitoria, accedevano ai posti a sedere.

Una di queste porte, nell’anfiteatro di Larino è contenuta all’interno di una villa, conosciuta come Villino Calvitti, che fu costruita, utilizzando parte delle strutture murarie dell’ambulacro dell’edificio romano, nel Settecento, da Andrea Moro.

Per prendere posto nella summa cavea, dedicata alla Plebe, venivano utilizzate delle scalinate esterne addossate alle mura perimetrali poste nei pressi delle 4 porte suddette.

L’anfiteatro romano poteva ospitare un numero di spettatori superiore a 10.000.

Poco distante dall'anfiteatro, c'è Villa Zappone, realizzata alla fine dell’Ottocento. Adiacente alla villa è posta la scuderia. Per la realizzazione delle strutture di fine Ottocento, inizio Novecento, venne occupato parte dello spazio interessato da resti di edifici dell’antica Larinum.

Una volta , era circondata da tre ettari di giardino, la villa era abitata da Filomeno Zappone, Presidente della Provincia Molise (carica coperta dal 1893 al 1905).

Ai piedi della Villa ci sono i resti di un edificio termale di epoca romana. 

Gli ambienti termali erano abbelliti da mosaici policromi del II sec d.C che ancora oggi si possono ammirare. Essi presentano similitudini con opere di altri siti archeologici, essendo i mosaicisti, maestranze, che viaggiavano da un posto all'altro, riproponendo, magari con delle modifiche, i loro lavori in altri luoghi

 

In questi mosaici sono raffigurati principalmente animali per metà terrestri e metà marini: circondanti eleganti motivi geometrici vi sono dei delfini con un “rostro” somigliante ad un grugno di un cinghiale, oppure un cavallo, un ariete e un toro che terminano con la coda tortuosa di un serpente marino. La sinuosità della coda del serpente marino, probabilmente, con il movimento dell’acqua dava l’impressione che gli animali si muovessero nel fondo della vasca. 

 Adiacente alla Villa è presente la scuderia per carrozze e cavalli anch'essa risalente alla fine dell’Ottocento-inizi del Novecento. 

L'ingresso principale era riservato alle carrozze, adiacente al primo ambiente è collocata la stalla dei cavalli.

All’ingresso è presente un mobile per i finimenti dei cavalli. Il mobile, bellissimo esempio di artigianato locale di circa cento anni fa, con l’arte dell’intaglio, presenta raffigurate scene di vita rurale, la modernità, con un treno fumante che esce da un tunnel e le iniziali di Filomeno Zappone.

​Anche all’interno della scuderia si vedono i resti di strutture romane: muri con opera reticolata, canali di scolo, ma soprattutto altri bellissimi mosaici delle Terme romane.

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