#Laudata di San Pardo

La Carrese

A Larino, in occasione della festività del Santo Patrono, San Pardo, che ha luogo dal 25 al 27 maggio, viene cantato un antico canto popolare in suo onore: la Carrese, denominata anche laudata o carrera.

Si tratta di un canto eseguito senza pause, in cui il verso endecasillabo, che prevale, si distende in un arco lunghissimo, eseguito in una sola ripresa di fiato, raggiungendo l’ottava con durate brevissime, preferibilmente con tessitura acuta e forte vibrato, tanto da renderla di assai ardua esecuzione, sicché coloro i quali risultano dotati da madre natura di corde vocali a prova di resistenza si sentono quasi facenti parte di un gruppo di cantori che hanno serbato un privilegio quasi iniziatico.

Prima di assistere all'inizio della festività in onore di San Pardo del 25 maggio, a Larino abbiamo assistito per qualche ora ai preparativi della Carrese

Per l'occasione, Michelina Bavota, l'unica cantautrice rimasta a Larino, ci ha fatto ascoltare alcune strofe della Laudata. 

Testo La Carrese

(Dinnanzi alla Basilica Cattedrale)

Prim'arrivate Dio ci dà salute;

Nui vulimo laudà col Santo aiuto.

L'Angeli, i Santi, co' Gesù e Maria,

E santo Pardo nostro in compagnia.

I voglio cantà tutto stù Maio

Ma che voglio fa la croce; mo che canto

In nomina Padre, Figlie e Spirito santo.

Laudamo u Santissimo Sacramento.

Colonna da Chiesa è l'altar maggiore,

Dento ci siede 'l nostro Protettore;

Pè compagnia ci stanno tutti i Santi,

Coll'angeli du cielo tutti quanti.

Quando vedo in trono u Sacramento,

Pieno d'allegrezza 'l cor mi sento:

U core s'allegrisce n'attentato

Se vedo Gesù mio ch'è biello tanto

Quant'è biello vicino e da luntano

U salvatore cu pallio 'mmano;

Porta la palma ed è laudata insegna

De la vittoria, e in cielo vive e regna.

Porta la palma ed è laudata insegna

A nui ci dà la benedizione santa.

Tiene vicino 'l nostro Protettore,

Che sia laudato in terra tutte l'ore:

Quando u vedo 'mmiezzo a tutt i Santi

Isso è ucchiù biello di tutti quanti.

E la Madonna mi du Saccione

Santo Primiano du Muntarone,

E Santo Leio di Santemartino,

E Santo Vasolo accanto a la marina,

E Sant'Adamo di Guglionese

Nui vulimo laudà co' 'sta carrese,

Co' Santo Pardo nostro Protettore

Nui laudiamo Dio nostro Signore.

(Prima d'andare alla Chiesa della Madonna)

A primavera si colpisce 'l mondo,

E sopra l'arbre nude spunta a fronna

Di sciuri si riveste la campagna,

E l‟auncelli d'amore gran festa fanno.

Mo che la terra addora di viole,

Me ne voglio ire dove spunta u sole;

Me ne voglio oggi vestì da pellegrino

Me ne voglio ire accanto alla marina:

E voglio visità i luoghi santi,

Voglio laudà Gesù co' suon e canti,

E la Madonna ch' a Lui vicino stava,

E Santo Giuanno che lo battezzava.

E Santo Pardo vuole 'l suo onore,

Tocca, carriero mio, su carro d'amore.

(Si suonano le campane dei bovi)

(Davanti alla Chiesa della Madonna)

Ecco Madonna mia, mo me presento,

Ti vengo oggi a laudà co' suon'e e canto,

Nui laudamo co' tutto lauda mento

Laudiamo u Santissimo Sacramento,

Questa Chiesa sta fatta a simetria,

Dentro ci sta la Vergine Maria,

Pe compagnia ci stanno tutti i Santi

Coll'angeli du cielo tutti quanti.

Mo che u sciore cade e spunta u frutto,

Laudamo nui Maria Madre di tutti.

Madre potente, Vergine Maria,

Tu sol la puoi portare la palma 'mmanoù

Mmiezzo alli fedeli cristiani.

L'Angeli, i Santi, co' Gesù e Maria

Nui laudiamo tutt'in compagnia.

E Santo Pardo vuole 'l suo onore,

Tocca, carriero mio, su carro d‟amore

(Si suonano le campane dei bovi)

Inno a San Pardo

Le voci alziam di giubilo

A Dio che Pardo elesse

Larino per proteggere;

E con le voci stesse

lodiamo l'alto Signore

che a Pardo protettore

di gloria un serto dà

che nel cader dei secoli

immoto resterà.

Fu Pardo il Santo apostolo

della moresca gente

che a Cristo ribellandosi

quel buon pastor paziente

mentre che pasce e regge

il suo diletto gregge

ingrata discacciò:

ma l'ospitale Daunia

asilo a Lui prestò.

E di Larino il popolo

un dì si mosse armato

e presso di Lucera

quel corpo venerato

rapì devoto e pio;

e per voler di Dio

fu nostro protettor;

a Lui è dovuto il cantico

del grato nostro cor.

Pardo, ci sii propizio

innanzi al Divin trono;

imploraci le grazie

c'implora tu il perdono;

Tu ci proteggi in vita

Tu ci concedi aita

ci guidi alla virtù;

e cessi in noi del vizio

la dura servitù.

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