#Enogastronomia

Terra di emigranti, scrittori, attori, cantanti, briganti, il Molise conserva una tradizione culinaria antica, povera e fortemente identitaria. Nelle stradine dei borghi medievali, passeggiando, arrancando per i pendii, si riconoscono odori altrove introvabili, si possono gustare sapori lontani e decisi che hanno punti di forza nella semplicità delle preparazioni e nella genuinità degli ingredienti. Molte e variegate le paste, frequente il connubio con legumi e verdure, la polenta e i suoi mille condimenti; gli ovini padroni assoluti dei pascoli e delle mense, offrono carne e formaggi di altissima qualità, ma anche il maiale lavorato e cotto nei modi più vari. Una moltitudine di verdure giunge ai fornelli, sono ortaggi coltivati nei campi difficili da dissodare, che sanno di molto sudore e poco guadagno. Le zuppe di pesce nel tratto di mare, la scapece, una marinata riposta in piccoli mastelli di legno, in cui è conservato il pesce senza lische, tagliato a pezzi e fritto. E poi dolci, liquori, sciroppi, una grande quantità di specialità, ogni paese conserva la propria...

Molise. Radici e sapori

di Nadia Verdile

Il volume rappresenta una sintesi della storia di quello che non solo l'autore definisce "un albero nobile", ma numerosi ed acclarati scrittori dell'antichità greca e latina hanno celebrato e magnificato nelle proprie opere nel corso dei secoli e nel "cuore" del bacino del Mediterraneo, approdando come coltura anche nella conca di Venafro, cinta da dolci declivi e ridondante di piante di olivo secolari, oggi accolte e custodite nel Parco regionale degli olivi di Venafro, prima area protetta dedicata all'olivo istituzionalizzata nella primavera del 2011. Oltre al pregio dell'olio di Città, oggi come nell'antichità, il volume indaga nella tipologia del saggio, oltre alle geografie dell'olivo mediterraneo, le tipologie di olio prodotte in Venafro, gli usi dell'olio, le tecniche di spremitura sviluppatesi nel tempo, le tipicità dell'olivo locale con particolare riferimento all'"olivo maschio di Venafro" e alle specificità della Licinia venafrana, enumerando ed indagando altresì scrittori - venafrani, italiani (G. Presta fra questi) e stranieri dei Gran Tour, che hanno affrontato con curiosità, prima, con scientificità, poi, l'olivicoltura.

L' olivo di Venafro. Viaggio nel cuore olivicolo del Mediterraneo

di Ferdinando Alterio

Il gusto semplice. Il ristorante Ribo di Guglionesi

di E. Salvatorelli

  • Bianco Instagram Icona
  • Facebook - Bianco Circle
  • mail_vector_icon_white