#Museo Storico del Rame

Agnone

Museo Storico del Rame "Francesco Gerbasi"

Il Museo Storico del Rame nasce per iniziativa della famiglia Gerbasi, ultimi ramai della nobile arte agnonese, ed è intitolato al capostipite Francesco, calderaio, proveniente da San Buono (CH) nel 1856. 

La visita è molto più che un tuffo nella storia: è emozione, partecipazione e comprensione profonda di un'attività umana che parla di sudore e sacrifici, ma racconta anche l'ingegnosità ed il genio di un popolo che sulla lavorazione del rame ha costruito gran parte della sua ricchezza per lunghi secoli. 

Un posto magico, dove si può vivere un'esperienza unica nel suo genere. 

Grazie al signor Franco Gerbasi.

Scopri anche l'arte del Rame e le Antiche Fonderie del Rame.

Il percorso

Un video introduttivo accoglie i visitatori del Museo Storico del Rame nella sala delle proiezioni. La lavorazione del rame nella storia viene presentata attraverso un'accurata ricostruzione corredata di filmati rarissimi.

All'interno del Museo storico del Rame il primo ambiente è quello della Fonderia dove i possenti magli ed il fuoco della fucina, alimentato da un gigantesco mantice che risale all'anno 1.000, provvedevano alla fusione del rame che da materia prima iniziava qui ad assumere forma. 

Dalla Fonderia si passa alla Bottega del ramaio, dove i maestri artigiani, veri artisti del metallo rosso, facevano a gara a trasformare i "forgiati" negli oggetti che il mercato richiedeva: tine, conche, pentole, caccavi e molti altri ancora la cui qualità era proverbiale. 

Centinaia di attrezzi tutti originali: i "cavalli", la "panca", il "palacciuolo" e le tenaglie "a becco di cigno", ad esempio, rendono la visita una vera immersione nell'arte che rese famosa in tutto il Regno di Napoli. 

Il percorso continua nella bottega di Felice Gerbasi (anni sessanta, padre dell'attuale titolare) che da abile maestro artigiano interpretò i nuovi tempi trasformando il lavoro del "Calderaio" in un'attività moderna ed artistica con la realizzazione di oggetti a sbalzo di grande valore ancora oggi ricercati.

Il Museo è completato dall'esposizione di centinaia di pezzi antichi delle varie epoche alcuni risalenti al quindicesime secolo, come diversi esemplari della famosa "Tina p' Agnone".

La "Tina p' Agnone"

La particolare Tina prodotta per secoli in Agnone aveva precisi canoni di esecuzione che la differenziavano da tutti i prodotti similari realizzati in Abruzzo o in altri ambiti territoriali come la Ciociaria. 

La sua forma, molto stretta nella "gola", ricorda un elegante corpo femminile e serviva a dare al recipiente maggiore stabilità una volta che la donna lo poneva sulla testa per il trasporto dell'acqua.

 

Oggetto che non poteva mancare nella dote di ogni sposa, la "Tina p' Agnone" aveva anche altre caratteristiche costruttive: il cerchio di ferro coperto dal risvolto del rame alla sua sommità, un "doppio dente" sbalzato che cesellava la gola, la martellatura a doppia "scrima"(spina di pesce e spiga di grano) e manici anatomici di rame dotati di spirale di rame (anticamente anche di ferro). Tutto questo raddoppiava il lavoro necessario per la sua finitura in bottega e rendeva l'oggetto particolarmente prezioso, vanto di ogni casa di Agnone. 

Nel Museo ne sono visibili molti esemplari, tutti originali, tra i quali spicca una "Tina p' Agnone" che è antica di almeno sei secoli. 

  • Bianco Instagram Icona
  • Facebook - Bianco Circle
  • mail_vector_icon_white