#Narrativa

La riproposta di un classico joviniano come Viaggio nel Molise, che Sebastiano Martelli ha compiuto per Cosmo Iannone editore, rappresenta un’operazione editoriale e critica necessaria e fortemente originale. Con essa, infatti, ritorna nel circuito della più ampia fruizione un riferimento amato dai molisani, soprattutto se lontani dalla propria terra, e ricercato da quanti cercano una guida e una chiave di conoscenza per una realtà ancora ombrosa e inedita come il Molise.

Viaggio nel Molise di Francesco Jovine

di Sebastiano Martelli

Due ragazze decidono di partire da Torino e scoprire un luogo per loro - e per molti - sconosciuto. Intraprendono un viaggio che durerà un mese e lo faranno a piedi, perché la strada si misura con il ritmo lento dei passi, perdendosi tra sentieri e tratturi dimenticati, ricevendo ospitalità da chi di quel viaggio vuole far parte.

A guidarle, i piedi che tracciano la via, la libertà di percorrere senza meta una regione sorprendente e di conoscere chi la vive. La voce di Maria Clara racconta questo viaggio con la cadenza degli spazi sconfinati e dei paesi abbarbicati, delle colline, delle valli, del mare con i suoi trabocchi. Usa il "noi" perché lei e Giulia viaggiano insieme.

La strada da fare. In cammino nella regione che (non) c'è

di Maria Clara Restivo

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.E le mafie sono arrivate.

Il veleno del Molise

di Paolo De Chiara

Fiabe, leggende e racconti popolari del Sannio

di Mauro Gioielli

Il Molise di Giovanni Gentile 

di Alberindo Grimani

La biografia di Giovanni Gentile nella Campobasso tra fine 1800 e inizi 1900 e nella realtà del Molise. La storia d'amore tra il Filosofo di Castelvetrano ed Erminia Nudi di Campobasso. Amore, amicizie, aspirazioni, debolezze, delusioni ed insegnamento in un ambiente che Gentile farà suo per sempre. Dalle prime pubblicazioni all'intuizione di quella filosofia che sarà denominata "attualismo". Illustrata con cartoline e foto d'epoca di Antonio ed Alfredo Trombetta e di Vincenzo Angiolini.

Don Luigi. Storia e passioni

di Luigi di Majo

Quell’insalata descritta solo virtualmente, ma con estrema precisione e soprattutto con foga veramente trascinatrice, mi fece capire che non solo il desco, ma anche la vita poteva essere diversa, che si poteva osare, uscire fuori dagli schemi e soprattutto dalla tradizione per andare alla ricerca di un proprio stile fatto di coraggio e creatività. Avevo solo otto anni, ma mi fu subito chiaro che Luigi veniva da un altro mondo, fatto di tradizione e concretezza sì, ma anche di grande fantasia e sicuramente di forte intraprendenza.

La cappella di san Pardo e altre storie. Tratturi, vacche, grano e devozione

di M. Pastorini

Seguendo le vicende della Cappella di San Pardo - un ricco altare della cattedrale di Larino che amministrava capitali ed era proprietario di terreni, abitazioni, botteghe e dell'omonima masseria di bovini - il testo guida il lettore sui tratturi, alla conoscenza di pratiche agricole e pastorali, alla scoperta di aneddoti e di personaggi di altri tempi, nell'arte, nell'oralità popolare, nella devozione, nella cultura, nell'identità di una terra bella ma ancora da scoprire. La lettura è un viaggio che segue l'evoluzione dell'economia agricola e pastorale con informazioni che provengono da un luogo specifico ma che hanno un valore universale. Il percorso dalla cultura pastorale, tramite la masseria di San Pardo, giunge alla "via del grano": una filiera che, attraverso molini, pastifici, innovazioni, ha prodotto ricchezza, benessere e un sapere che ancor oggi vuol dire tradizione ed economia. La conclusione del testo contiene una domanda e una sfida: per continuare a sperare in un futuro, quale proposta politica oggi sarebbe capace di mettere in rete gli elementi della tradizione, le figure professionali del luogo, le nuove tecnologie?

Il Novecento a Ripalimosani e dintorni

di Luigi Iammarino

Luigi Iammarino (25/05/1892 - 08/12/1976) è stato maestro elementare dal 1911 al 1956, prima a S. Elia a Pianisi e poi, dal 1920, a Ripalimosani: due piccoli centri della provincia di Campobasso. "Era quella la mia vocazione" - scriverà - "non ho fatto altro che il MAESTRO e solo il MAESTRO, a scuola e nella strada, conseguendo tutte quelle soddisfazioni che si provano quando si lavora con passione e con senso altruistico nel compimento del proprio dovere". Il suo attaccamento al lavoro viene ricompensato con la Medaglia d'Oro conferitagli dal Presidente della Repubblica nel 1952. Alla sua morte lascerà una quantità enorme di scritti che ora il nipote Antonio ha pazientemente trascritto e ordinato. Vengono descritti, a volte anche nei minimi particolari, tantissimi eventi della sua vita facendoci conoscere come si viveva a quei tempi. Sono grandi e piccoli episodi paragonati alle storie che leggiamo quotidianamente sui social network di oggi, momenti di vita vissuta, e molto spesso associati anche dal documento storico o fotografico. Ne viene fuori uno spaccato di "vita da Novecento" incentrato su Ripalimosani e altri numerosi posti toccati dall'autore: Campobasso, S. Elia a Pianisi, Montagano, Ripatransone, Francavilla al Mare, Velletri, Caserta, Napoli, ecc.

L'animale, il sacro e la mano dell'uomo. Tempo, territorio e patrimoni immateriali in cammino a Larino

di Letizia Bindi

La festa di San Pardo a Larino è probabilmente uno dei più antichi cerimoniali della cristianità in Italia e conosce da alcuni decenni un processo di rivitalizzazione che ha determinato un aumento esponenziale del numero dei carri e profonde trasformazioni del rituale pur in una sua sostanziale continuità oltre a una nuova visibilità mediatica e una nuova consapevolezza patrimoniale. Famiglia, società, usi del passato, rapporto al territorio e allo spazio urbano, relazioni uomo-animale e rappresentazioni della devozione e del sacro si articolano in questa festa dando origine a una pratica collettiva densa di significati e intensamente espressiva.

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