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Vastogirardi

Vastogirardi è situato a 1.200 metri di quota ed è posto in prossimità delle sorgenti del fiume Trigno.

In età longobarda Vastogirardi faceva parte della Terra Burrelliensis, la contea dei Borrello, un vasto ambito territoriale che si estendeva tra Abruzzo e Molise.

Alla fase storica normanna (X-XI secolo) si fa risalire l’origine del nome del paese per il passaggio di un condottiero, tal Giusto Girardi, che partecipò, secondo la leggenda popolare, alla prima crociata. (Tratto da: Almanacco del Molise. Il Borgo fortificato di Vastogirardi. Francesco Manfredi Selvaggi. Edizioni Enne, Campobasso 1991.)


Prima dell’attuale denominazione, il paese assunse nel corso dei secoli diversi nomi: Castrum Girardi e Castel Girardo nel XIII secolo, Rocca Girardo nel XIV secolo, Guasti Belardi nel XV secolo, Guardia Giraldo e Guardia Girardo nel XVI secolo e, non prima della metà del XVIII secolo, Vastogirardi. Ciò attesta che Vasto e Guasto sono voci aventi lo stesso significato ed equivalenti a Rocca e Guardia, cioè difesa e custodia. Girardi, Belardi e Giraldo sono un medesimo nome variamente deformato nel tempo e pertinente con ogni verosimiglianza al fondatore del feudo, Giusto Girardi. Di probabile origine tardo-longobarda, nel 1260 il feudo di Vastogirardi apparteneva a Raimondo di Maleto per essere assegnato nel 1279 a Restaino Cantelmo, il cui figlio lo alienò, con diritto di recessione, a Corrado Acquaviva (1310), che lo detenne per un ventennio. Nel 1384, tornato al Demanio della Corona, fu concesso in feudo dalla regina Margherita di Durazzo ad Andrea Carafa, signore di Forli del Sannio, la cui famiglia lo detenne sino al 1404, quando passò ai Castelmauro e da questi ai Mormile.

Nel 1442 Vastogirardi è feudo dei Caldora, che ne vennero privati nello stesso anno, mentre durante la reggenza aragonese, appartenne ai d'Aquino per passare ai d'Avalois, casa marchesale di Pescara, e di seguito a Faleio d'Afflitto, conte di Trivento. Dal d'Afflitto il feudo venne alienato a Giovan Leonardo Petra, alla cui discendenza si deve la ristrutturazione del castello e la sua trasformazione in palazzo baronale, come attestato da una lapide che sovrasta il portale d'accesso principale. Inoltre in questa famiglia si distinse per molti alti incarichi ecclesiastici il cardinale Vincenzo Petra.

Nel 1691 lo stesso feudo venne acquistato dalla famiglia d'Alessandro del ducato di Pescolanciano, che lo detenne sino alla eversione della feudalità. Nel 1779 Vastogirardi è nel cantone di Agnone; nel 1807 appartiene al distretto di Isernia ed è capoluogo di governo dei comuni di Capracotta, Caccavone (attuale Poggio Sannita), Pescolanciano, Castelluccio in Verrino, Castiglione, Carovilli, Castel del Giudice e Pescopennataro; nel 1811 viene assegnato al circondario di Capracotta, mentre nel 1816 al circondario di Carovilli.

Dagli inizi del secolo scorso Vastogirardi è passato da 2.800 agli attuali circa 800 abitanti. Antico paese formato da casali sparsi abitati da pastori, abituati a muoversi lungo i tratturi e a stare per mesi lontani da casa, dopo la crisi della transumanza e a seguito del fiscalismo sabaudo, costante è stato il fenomeno migratorio, prima verso l'America Latina, poi verso gli USA, specie dopo il 1918. Il Comune di Vastogirardi comprende nella propria giurisdizione territoriale due frazioni: Cerreto e Villa San Michele.

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